Progetto:
Emanuele Von Normann, Silvio D'Amore (Teprin associati), M. Emanuela
Lo Monaco, Linda Gaia Roncaglia
IL PARCO E IL FIUME
Il progetto si fonda su di un sistema continuo
che si sviluppa a partire dal ponte esistente, e attraversando il
fiume Avisio, fisicamente o meno, si perde e termina nel lago di Soraga.
Il fiume, anche nel suo ultimo tratto, prima di sfociare nel lago,
mantiene quel ruolo già esistente nell'abitato di elemento
fondatore. L'andamento delle sponde del fiume Avisio, pur mantenendo
la loro posizione, viene modificato nei suoi livelli e per mezzo di
gabbioni contenenti pietre naturali protegge le porzioni di terreno
circostanti. Il piano di esondazione del fiume è quindi controllato
e, secondo le stagioni, e quindi del livello del fiume, ne è
previsto l'uso nella sua interezza. I livelli si alzano e riprogettando
il sistema orografico si da all'area ripariale la funzione di confluenza
dei segni. Al sistema di segni che corrono lungo il fiume si sovrappone
delle fasce che lo attraversano. Gli elementi del parco sono le vere
e proprie suture tra le due sponde del fiume. I filari degli alberi,
i ponti e il volume architettonico, ricollegano le due aree attualmente
separate. Per gli assi dei filari, come anche per gli alberi isolati
sono state scelte delle specie a foglia decidua. In questo modo la
scansione delle stagioni non è solo riconoscibile dalla presenza
o meno della neve o dal livello del fiume ma, anche, dai mutamenti
di forma e cromatici che, nell'intera area del parco, sono determinati
dagli alberi. Dalla presenza primaverile delle foglie chiare e dei
fiori di alcuni alberi, in autunno il viraggio delle foglie accende
il parco di giallo, arancione e rosso.
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