Studio di Fattibilità del nuovo Rettorato - Lecce - 2002

Progetto: Silvio D'Amore (Teprin associati), Alfredo Foresta, Ester Annunziata

Progetto preliminare per l'allestimento e gli arredi del nuovo rettorato dell'università degli studi di Lecce, presso l'ex convento di santa maria del Carmine

Lo studio di fattibilità propone di superare il modello architettonico classico di Rettorato, di tipo strettamente direzionale che da sempre identifica questi edifici, con un contenitore di più funzioni legate alle attività universitarie, di rappresentanza e di cultura.
La specificità monumentale e la collocazione all'interno del tessuto urbano storico, hanno suggerito di considerare l'edificio come un nuovo "incubatore polifunzionale" , dove le attività strettamente legate alle funzioni di Rettorato possono essere progressivamente integrate con altre attività di studio, formazione, consumo culturale, informazione e soprattutto di tipo rappresentativo e monumentale.

PROGETTO ARCHITETTONICO

GIARDINO E AREA DEGLI SCAVI
La demolizione del fabbricato posticcio in via Cino viene a creare un nuovo corridoio prospettico che da via Manifattura Tabacchi ha come fondo il campanile della chiesa del Carmine, elemento architettonico finora non visibile nella sua interezza da nessun punto della città.
Il vuoto creato a ridosso del convento, costituisce il nodo di contatto con il contesto urbano, un nuovo ingresso riservato ai turisti.
L'accesso alla zona degli scavi, e quindi al convento, avviene attraverso una parete vetrata. La scelta del materiale sottolinea la volontà di non occultare la vista, ma di invitare alla fruizione.
La centrale termica, prevista ad una quota più bassa rispetto al filo stradale, attraverso la sua copertura diviene l'atrio d'ingresso. Una balconata si affaccia sullo scavo archeologico. Il parapetto in cristallo si prolunga fino a diventare la vetrata della centrale termica che di sera fa da grande lampada che illumina gli scavi archeologici.
Le pareti di confine prevedono un arredo a verde con delle griglie in legno e essenze arboree rampicanti.
La maggiore apertura dei vani porta esistenti e la continuazione della pavimentazione della terrazza all'interno del vano recuperato come reception e controllo, costituiscono degli elementi di connessione con il chiostro interno, luogo chiuso per eccellenza, ma in quest'accezione aperto ai visitatori.

CHIOSTRO
Il chiostro rappresenta, come da tradizione, il luogo dell'incontro e della sosta. Queste funzioni hanno guidato le scelte progettuali per un recupero armonioso e rispettoso del contesto.
Un punto d'incontro legato alla funzione universitaria e un luogo propriamente "urbano", attraverso la fruizione della città.
Seguendo la geometria del colonnato, un semplice segno regola la nuova pavimentazione, dalla quale, di tanto in tanto, emergono delle sedute a blocchi di pietra a sottolineare ancora una volta, la funzione del luogo di incontro del chiostro.
Una grande bacheca eventi e comunicazione, posta sul lato cieco in corrispondenza della chiesa, si contrappone in maniera simbolica agli affreschi ritrovati sulla parete frontale. L'utilizzo nella pavimentazione di due pietre locali, vuole creare una graduale differenza cromatica per denunciare la contemporaneità dell'intervento.
Un lungo nastro in vetro, posto lungo la diagonale, diventa una vetrina che rimanda ad una storia ancora più lontana, ai resti dell'antica strada romana sottostante.
L'inserimento di alcune essenze arboree come gli agrumi e la collocazione di una piccola fontana per bere, costituiscono ulteriori citazioni.

SALE POLIFUNZIONALI
La natura polivalente delle varie attività previste all'interno del nuovo Rettorato, giustifica la presenza di queste due sale indicate come luoghi per piccole conferenze o esposizioni
occasionali.
Un semplice sistema a binario, inserito nel pavimento, permette di poter cambiare le sedute con dei pannelli espositivi o rendere le sale agibili in tutta la loro geometria.
I binari inutilizzati verranno coperti con delle tavolette di
parquet, disegnando sul pavimento in pietra, un motivo di decorazione.

UFFICI OPERATIVI
La necessità di ricavare uno spazio di arrivo al piano primo che non fosse solo il luogo dello smistamento, ma un'area dedicata all'attesa, all'informazione, all'incontro, spiega il un nuovo
disegno architettonico. Un unico spazio capace di fondere i due piani con l'affaccio sulla scala e nello stesso tempo conferire rappresentanza e monumentalità.

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