Passeggiata in Darsena

Ravenna , 2018

PROGETTO" RAVENNA IN DARSENA IL MARE IN PIAZZA

Programma Straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni Decreto Presidente Consiglio dei Ministri del 25/5/2016

“RAVENNA IN DARSENA – IL MARE IN PIAZZA”

PASSEGGIATA LUNGOCANALE

2016 progettazione preliminare

2018 progettazione definitiva

Le premesse del progetto

Sono ormai più di 30 anni che si dibatte sulle potenzialità inespresse della Darsena di città. Accanto alle tematiche complesse degli interventi a terra (assetto proprietario frazionato, bonifiche, fognature ecc…), il tema dell’acqua è sempre presente, ma spesso in secondo piano, a volte come un accidente col quale dover fare i conti (qualità dell’acqua, regimi di utilizzo…), fortunatamente con qualche singola ed isolata proposta di utilizzo (pontoni per barche, bar/ristorante sull’acqua…).

La potenzialità con la quale ci si vuole confrontare è quella dell’acqua come fondale del paesaggio urbano, riscoperta di un rapporto visivo, affettivo, potente: per dimensioni e vastità d’orizzonti, per la presenza di importanti memorie di archeologia urbana e di alcuni edifici moderni notevoli, per l’attesa di nuovi fronti di future architetture che si auspicano interessanti, per l’evidente forza dei due cannocchiali visivi verso il mare e verso la città.

Fino a pochi anni fa, questo rapporto era sostanzialmente negato dalla recinzione praticamente invalicabile del demanio marittimo. Con l’apertura delle banchine al pubblico transito, c’è stato indubbiamente uno scatto in avanti nel riappropriarsi di questo rapporto da parte dei cittadini, ma la potenzialità di cui parliamo è ancora largamente inespressa ovvero questa consapevolezza è tuttora limitata ad operatori ed utilizzatori “privilegiati”, ma non alla maggioranza dei cittadini.

Grande responsabilità rispetto a questa scarsa consapevolezza è chiaramente dovuta al limitato e sporadico grado di utilizzo delle sponde del Candiano. D’altra parte però, non è chi non veda, a chi capiti di farsi una camminata lungo la sponda destra, come le prospettive in lontananza fino al ponte mobile (più di 1 km) e le dimensioni in larghezza della parte terminale del Candiano diano un’immediata impressione di grande respiro, di orizzonti da grande città, che stimolano in definitiva la voglia di impadronirsi di un nuovo paesaggio urbano. Questo stesso tema è già affrontato e restituito con successo alla collettività in molte altre città del mondo.

La Passeggiata Lungocanale

Da queste semplici osservazioni nasce l’idea della Passeggiata Lungocanale: una passerella sopraelevata di 80 cm che, partendo dalla radice del canale arriva fino al ponte mobile, per una lunghezza di 1.140 m e una larghezza di 5,50 m, struttura di dimensione urbana che segna un riappropriarsi del rapporto con l’acqua in quanto tale e un elemento di collegamento funzionale con tutte le attività che in parte già esistono, con quelle che si potranno sviluppare a breve (in particolare con le iniziative cosiddette “temporanee”) e in definitiva con quelle previste nel POC della Darsena in affaccio sul Candiano.

Il presente progetto costituisce un 1° stralcio di 280 m, dall’inizio del molo di destra fino a quasi la via Zara, tratto corrispondente alla parte del demanio data in concessione d’uso dall’Autorità portuale al Comune.

Con la prossima estensione del sottopasso della stazione (progetto ricompreso pur esso nel Bando Ministeriale finanziato) , che arriverà a pochissimi metri dall’inizio della passerella, si offrirà alla città una nuova passeggiata sull’acqua a 5 minuti a piedi dalla piazza centrale, passeggiata dalla quale si potrà godere anche uno spettacolo inusuale per i ravennati: il tramonto sull’acqua.

Breve descrizione degli allestimenti

La passerella è semplice, lineare, ma complessa nel suo insieme.

Larga 5,50 m, con 3,60 m di sezione per la libera percorrenza pedonale e 1,90 m per tutte le altre funzioni: spazi di sosta, sedute, gradoni, rampe per disabili e scalinate, fioriere e alberature, pubblica illuminazione, portabiciclette.

Questi allestimenti si alternano lungo il percorso e il tutto è illuminato con pali da 3,50 m e luci ad incasso. La pavimentazione è in legno come lo sono i rivestimenti delle sedute, un terzo di queste ha lo schienale, e tutte sono all’ombra di alberature o di spalliere con piante rampicanti.

La struttura portante della passerella, indipendente e scollegata e non collegata al muro della banchina esistente, è costituita da un vespaio autoportante realizzato con igloo e soletta sopraelevata e poggia direttamente sulla strada esistente. Il vespaio è confinato da muretti in c.a. e in muratura.   I muretti in c.a. sono trattati “a vista” nelle parti che restano visibili.

La passerella è anche struttura a servizio alle future attività che si potranno sviluppare attorno ad essa. La fascia attrezzata infatti ha un doppio affaccio funzionale, per la presenza di gradonate verso via D’Alaggio che potranno essere di supporto per le attività e gli usi che si vorranno promuovere nella restante parte carrabile del lungo canale (feste, mercatini, spettacoli…).

Un Itinerario letterario

Nei secoli numerose sono state le visitazioni, le testimonianze, le dediche di illustri personaggi. Da qui l’idea di fare della passerella lungo il Candiano l’occasione per un viaggio nella memoria, recuperando di questi autori emozioni e riflessioni su Ravenna, il suo ambiente, il suo mare, il suo porto. I visitatori potranno così ripercorrere, in una sorta di ‘itinerario letterario’, le testimonianze arrivate a noi dai primi dopo Cristo fino ai giorni nostri, poste su altrettanti leggii, emozionanti e di assoluta attualità di questi autori: lo storico Strabone, Dante, Boccaccio, Byron, Wilde, James, D’Annunzio, Montale, Pasolini, Valentini, Fo. 

La passerella, dunque, come luogo della memoria e come opportunità per recuperare una visione dell’acqua altrimenti perduta. Ma non solo. La struttura prevede la presenza di servizi essenziali che vanno segnalati attraverso un sistema integrato di comunicazione: aree verdi di sosta, approdo di traghetti, parcheggi per le bici, rampe e stalli di sosta riservati ai disabili, zone di ricezione Wi-Fi, ecc. Per tutto ciò è prevista l’applicazione sistemica di parole, simboli, segnali e di strutture-leggio di cui sopra. Una archigrafia e un’infografica non solo funzionali ma anche identitario del luogo.

Il verde

All’interno degli spazi destinati al verde, verranno messe a dimora diverse specie di piante erbacee perenni, caratterizzate da una fioritura che si protrae da primavera all’autunno inoltrato, e da essenze graminacee ornamentali che si distinguono per la leggerezza ed il colore degli steli e delle spighe. 

Sono state previste piante ben adattate al nostro clima, che hanno  i colori del mare e  delle nostre pialasse;

In adiacenza alle sedute in legno, sono previsti dei gelsi bianchi, (Morus platanifolia “fruitless”) caratterizzati dalla chioma compatta che fornisce una piacevole zona d’ombra nei mesi estivi:

In corrispondenza delle spalliere verticali, varie specie di vite americana (Partenocissus quinquifolia), creano una fitta cortina vegetale durante i mesi estivi, poi dopo essersi accese in autunno del tipico colore rosso vivo, si spogliano delle foglie lasciando passare i deboli raggi di sole basso sull’orizzonte. 

RAGGRUPPAMENTO RTP:

TEPRIN ASSOCIATI (Mandataria) - progettazione architettonica

ING. TOMMASO PAVANI (Mandante) - progettazione strutturale

P.G. LANDSHAPES (Mandante)  - progettazione paesaggistica

ING. IVAN DOMENICO CECCARONI (Mandante)  - progettazione impianti elettrici

IMAGE SRL  (Mandante) - progettazione grafica