PIANO DI RECUPERO E PROGETTAZIONE DI MASSIMA DELLE OPERE PREVISTE NELL'AREA DI LARGO FIRENZE E DELLA ZONA DANTESCA A RAVENNA - 1982 |
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1° Premio Progetto: Claudio Baldisserri, Lorenzo Sarti con Carlo Aymonino (capogruppo), A. Aymonino, R. Evangelisti, N. Pirazzoli, M. Scarano “ ..All’interno di una
logica che tende dichiaratamente ad unire finalmente architettura
ed urbanistica il progetto sovrappone al tessuto preesistente un sistema
di assi costruiti non ortogonali fra loro e “differenti”
alla “intangibilità” durata per troppi anni, dell’esistente,
rispetto al quale si pongono piuttosto in contrasto, quale elemento
forte, ordinatore, caratterizzato da una sua precisa immagine che,
mentre suggerisce la rievocazione del sistema acquedotto romano, trattato
esso stesso come rudere progettato, interviene con un costruito “forte”
che disegna Largo Firenze e lascia ai margini, rispettandone la tonalità
sospesa, la zona Dantesca. Il punto di partenza del progetto e anche
suo punto di forza è costituito dalla volontà di mettere
in discussione la città di Ravenna, caratterizzata dalla mancanza
di un luogo centrale capace di rappresentarla e insieme di costituirne
il nucleo gerarchico dell’organizzazione urbana (Aymonino).
Il lungo edificio porticato-acquedotto interseca l’asse monumentale
di collegamento tra via da Polenta e S. Apollinare Nuovo, i chiostri
Francescani, la tomba di Dante, il quadrilatero di Braccioforte fino
alla Biblioteca Oriani e a via Corrado Ricci. Presupposto del progetto
è inoltre l’abbandono della “museificazione”
di questa zona, per la quale nel corso dell’ultimo secolo si
era prevista la chiusura al traffico e la trasformazione in “zona
del silenzio” e il suo recupero alla vita sociale e culturale.” |
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