Una Porta per l'Europa - 2000

Progetto: Aldo Aymonino (capogruppo), Pippo Ciorra, Mosè Ricci, Filippo Spaini, Silvio D'Amore (Teprin associati), Alessandro de Laurentiis

Adeguamento funzionale degli ingressi al pubblico dell'edificio demaniale di via XX settembre n. 97 in Roma, sede centrale del ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica. Il progetto prevede - nel rispetto dei principi architettonici della struttura esistente e delle necessità funzionali e d'uso dell'edificio - anche la realizzazione di una rampa pedonale accessibile ai disabili

Il progetto muove dall'ipotesi di rispondere alle esigenze di carattere funzionale ed estetico rappresentate nel bando attraverso un sistema coordinato e coerente di elementi architettonici che sia in grado di produrre una valorizzazione degli spazi di ingresso al Ministero e dar forma a quell'immagine di modernizzazione, visibilità e trasparenza che il rinnovato Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica intende proporre ai cittadini.

L'idea guida del progetto è quella della stratificazione e della sovrapposizione. Idea che descrive la condizione, peculiare ed europea, del progetto architettonico che interviene sempre in luoghi che rappresentano una storia, in contesti già definiti, su palinsesti già scritti.

Valorizzazione e riscrittura la proposta lavora su questi temi. Non si intende proporre alcuna modificazione della struttura muraria dell'edificio se non quella del ripristino delle qualità spaziali parzialmente o totalmente occultate nel tempo dagli interventi di adeguamento funzionale. I nuovi elementi architettonici, inserendosi nel contesto formalmente risolto degli ingressi al palazzo del Canevari, ne propongono modi d'uso differenti e una diversa visione. Nelle intenzioni del progetto non è la segnaletica ad orientare usi e i percorsi del Ministero, ma la stessa configurazione architettonica e la qualità degli spazi a regolare la vita dell'edificio, come nella tradizione delle grandi architetture istituzionali storiche in Europa.

I materiali utilizzati rappresentano un altro elemento strategico della proposta. Oltre a risolvere le questioni tecniche e tecnologiche particolari, in questa ipotesi i materiali svolgono la funzione di stabilire la coerenza estetica e percettiva tra i differenti tipi di intervento e, soprattutto, tra i diversi luoghi di progetto.

Si ripetono pochi elementi materici. Il principale è il vetro in diverse qualità per resistenza (temperato, di sicurezza antiproiettile) e grado di opacità (trasparente, sabbiato, acidato); da solo -quasi senza infisso- per gli elementi di separazione e di segnalazione; misto al cemento nelle superfici di pavimentazione, al metallo per le superfici sospese. Il vetro è un materiale naturale e moderno. Il suo uso non confligge con la struttura muraria esistente, non altera la staticità dei mattoni e della pietra.; si sovrappone con leggerezza alle preesistenze, ne lascia percepire le forme e ne disegna un'utilità contemporanea. Attraverso il vetro si possono vedere le dimensioni e le qualità del paesaggio architettonico interno; si percepiscono i flussi che lo animano. Il vetro trasmette la luce, la porta in giro, segnala il cambiamento nelle direzioni di percorso e nelle condizioni dei luoghi. Modernità, visibilità, trasparenza: a questi concetti si allude simbolicamente, attraverso le superfici vetrose, con il progetto dei nuovi ingressi al Ministero.


http://www.europaconcorsi.com/db/rec/concorso.php?id=9210

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