Committente: Comune
di Albigansego.
Progetto: Claudio Baldisserri (capogruppo), Lorenzo
Sarti, Silvio D’Amore, Alessandro de Laurentiis
Collaboratori: Stefania Bulzoni, Samantha Cicognani
Albignasego, pur nella
sua qualità diffusa caratterizzata dall’ordine, dalla
tranquillità, dal decoro, non possiede un “luogo centrale”.
Quell’insieme cioè di architettura e attività
che la possa rappresentare e in cui la vita di relazione e di comunità
si possa riconoscere.
Questo progetto non si limita quindi ad un semplice intervento di
arredo urbano, pur comprendendolo in esso, ma propone, forse ambiziosamente,
di andare oltre, cercando di trasformare l’attuale “posto”
costituito dalle piazze esistenti in un “luogo” organizzatore
dell’intero paese. In un “centro” cioè riconoscibile
nell’immagine semplice e forte, attrattivo per le funzioni o
possibilità di funzioni lì immaginate, complesso nelle
molteplicità d’uso o di occasioni. Sono tre portici,
antichi nella tipologia, ma rivisitati in maniera contemporanea nell’architettura.
Il primo portico, alto 6 mt. costituisce il fronte stradale su via
Roma che invita, conduce al nuovo “centro storico”. Il
secondo, alto 5 mt., riprende l’assialità ed esalta l’emergenza
storica di villa Obizzi. Per dichiararla ancor più, parallela
al portico e ortogonale alla villa abbiamo collocato la nuova fontana.
Il terzo, alto 8 mt., riconnette tutta la nuova organizzazione urbana
generale comprendendo anche il Largo degli Obizzi.
Architettonicamente si manifestano come tre semplicissime Elle rovesciate
che contengono dei volumi vetrati collocati ove occorre. Questi portici
sono interconnessi tra loro, onde permettere una continuità
nell’utilizzo.
E’ cioè un sistema morfologicamente definito in maniera
forte e rigido nell’organizzazione generale, ma aperto, flessibile,
elastico per quanta riguarda l’identificazione delle funzioni
da lì prevedere. Nell’immagine generale della città
dovrà imporsi come l’elemento di “eccezione”
e di qualità così come lo è qualsiasi centro
storico. Nelle funzioni potrà seguire i bisogni e le domande
della comunità che, comunque, continuamente, si modificano
nel tempo.
Tutto ciò, attraverso pochissimi elementi, costituirà
un nuovo paesaggio urbano caratterizzato dalla semplicità,
dalla linearità, dalla complessità.